La Storia di Vira

 

La storia di Vira di G. Ammirata

Questo lavoro è la cronaca crudele di una dissoluzione etica in cui amore e morte si avviluppano in un inestricabile nodo esistenziale.
In realtà "la buona morte" ( questo il significato di eutanasia) finisce col provocare una sorta di "schizofrenia" in coloro che sono costretti a prendere in considerazione questo tipo di scelta.
Ammirata si rende conto proprio dell'effetto dirompente che "l'eutanasia" provoca nelle coscienze e sposta lo sguardo, prospetticamente, sulla vittima "innocente" del tragico dilemma, Vira, fagocitata in un dilemma fra vita e morte che la schiaccia sotto ordinamenti e istituzioni legali e sociali, gettandola in un disorientamento spirituale totale.
La discesa agli inferi di Vira è l'assunto centrale del dramma di  Ammirata.
L'incubo che vive, per esaudire la richiesta estrema del marito e troncare cosi l'atrocità della sofferenza in nome di un ineffabile amore, sdoppia la personalità psichica di Vira in una insanabile lacerazione, risvegliando sensi di colpa che sembravano sepolti sotto la polvere del tempo che la fa vacillare e scuote il suo già precario equilibrio.
Ambientando questa inquietante storia sullo sfondo di atmosfere di un Nord crepuscolare e xenofobo, Ammirata riesce realmente a trasmettere il gelo di situazioni in cui l'ineluttabilità esistenziale crea nodi inestricabili all'etica e alla coscienza.

 

Guido Ammirata 

E' vissuto a Milano, dove nacque nel 1911, ma di sangue siciliano. Giornalista e pubblicista, fu autore di una vasta e apprezzata produzione: commedie radiofoniche, tre raccolte di poesie, saggi, commedie teatrali in lingua e in dialetto milanese, romanzi.
Numerosi sono stati i premi e le onorificenze letterarie a lui conferite, tra cui quella di cittadino benemerito di Milano per l'attività letteraria e antidroga, il premio «Autunno Lariano» nel 1978 e di «Poeta dell'anno» nel 1979 e tanti altri.
Le sue commedie sono tuttora rappresentate con successo in tutta Italia.
Giornalista, poeta, scrittore e commediografo. Dal 1935 al 1942 collaboratore al Resto del Carlino Di Bologna e redattore di "La rassegna della radio" dal 1946 al 1959 collaboratore de "Il Popolo di Milano", Sport Illustrato e altri giornali, Autore di commedie, poesie e romanzi; capo redattore dell'ufficio milanese de " La Stanza Letteraria", Di Ammirata sono da menzionare, tra l'altro, le commedie " Enrico III Valois ", " Coltellate a un canguro", "L'importanza di parlar
Cinese e il " Porco Giuda" che hanno avuto consensi di critica e pubblico. Un suo saggio su Poe e sulla sua poesia è stato pubblicato nel volume "Marcel proust e altri saggi" Di G. Ammirata narratore ricordiamo i romanzi "Ultimo Appello" "Una svedese fra le guglie".
Tra le opere teatrali troviamo: Sant'Ambrogio, Puskin, Freud, La sua produzione teatrale è dedicata in prevalenza al teatro storico, ma Ammirata sempre «lavora alla decifrazione dell'uomo, sia inteso come individuo, sia inteso come società» e un importante dramma è "Attrice allo specchio", sulla dipendenza dalla droga, messo in scena negli anni '80 e replicato per almeno un centinaio di volte. Rappresenta il dramma di una madre di un tossicodipendente, e Ammirata lo descrive con l'intento di lottare contro questo flagello unendo all'efficacia del teatro l'immediatezza del dibattito su questo tema, sperimentando così con il dialogo attori-pubblico questo genere teatrale, convinto della sua efficacia diretta e coinvolgente.
Anche il tema proposto in "La storia di Vira", "l'eutanasia", verrà presentato coinvolgendo il pubblico nel dramma che gli attori vivranno sul palcoscenico.