
È una commedia "leggera", centrata
intorno all'eroe ingenuo (novello "Pierrot lunaire") che
conquista l'amore grazie al suo candore sentimentale e alla
totale fiducia negli altri. Nel dialogo, mantenuto su toni
brillanti, di ritmo serrato, momenti di tenerezza si alternano a
momenti di disincantata lucidità. Colui che pareva il perdente
nella giungla dei triangoli salottieri, si rivela come il più
forte, proprio grazie alle sue goffaggini e al suo disarmante
eloquio, a una logicità sentimentale sorprendente. Presentata a
Parigi con Louis Jouvet (Champs-Élysées) negli anni ‘30, viene
ripreso in Italia e inizia una fortunata serie di
rappresentazioni fra le due guerre, fra cui New York. Nel 1960
il “Vieux-Colombier” la rappresenta a Roma. Viene considerato il
lavoro più importante di Marcel Achard.
