Ci Rivedremo ad harvard

 

Ci Rivedremo ad Harvard di Israel Horovitz
 

Perché Kathleen si è fatta assumere dal professor Brackish?
Perché gli è così ostile?
Perché lui è così strano con lei?
Trama intrigante, ironia fino all'imprevisto finale, con un ritmo sostenuto come la musica che ne accompagna tutto lo svolgimento. Il testo è di un americano, e la cultura empiristica degli americani è sempre presente. I dialoghi e le situazioni conservano sempre la concretezza, il riferimento alla vita di una classe media che fa parte di quella cultura. La storia si conclude senza un vero vincitore, come accade sempre, quando non si dipingono le cose in astratto.


Avvenire
Uno degli spettacoli, per noi tra i più riusciti, di questo scorcio di stagione [...] è stato accolto con commozione dal pubblico [...] Se un critico si fosse affacciato nella minuscola sala teatrale, probabilmente sarebbe stato lieto di dire bene dell'allestimento.

Rivista Teatro Gatal
Il lavoro ha un terzo personaggio: la musica, che percorre continuamente lo svolgersi delle vicende, accompagna come un amico/avversario i due protagonisti, che entrano nel cuore di chi assiste al loro travaglio e non li dimentica più. Li interpretano con vera bravura Gianni Busatto e Licia Guastelluccia, diretti da Scorzillo con una misura e con una passione da far dire che lo spettacolo è uno dei migliori visti in questo arco di stagione.

Il Giornale
Un sottobosco tipicamente statunitense dell'epoca postindustriale risalta [...] nella messinscena di “Ci rivedremo ad Harvard”, il primo allestimento italiano del lavoro di Israel Horovitz, firmato da Sergio Scorzillo.

  il testo completo, a
cura di Sergio Scorzillo,
è edito da
Rugginenti editore


in collaborazione
con DoppioSogno
Progetti Teatrali